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  Incidente a Colle Isarco (BZ) il 14 settembre 2001 

 

Scontro fra treni, morti due macchinisti

 

Dramma sulla linea ferroviaria del Brennero
Sei i feriti sull'Espresso Monaco-Napoli

Presso Colle Isarco il tamponamento tra due convogli merci diretti verso sud

 

COLLE ISARCO. Sono le 4.15 quando sui binari della linea ferroviaria del Brennero, un chilometro a nord della stazione di Colle Isarco, si scatena l'inferno.

Un treno merci proveniente dal confine tampona un altro convoglio fermo da venti minuti alla stazione di Colle Isarco per un guasto ai freni.

L'impatto avviene alla velocità di 24 chilometri orari.

È quanto basta per uccidere due macchinisti: D.B., 49 anni di Bolzano, ed E.M., 49 anni di Pescara. Entrambi erano nati il 30 aprile del 1952.

Uno strano scherzo del destino.

Ma il bilancio poteva avere conseguenze più tragiche.

L'Espresso 1286 Napoli-Monaco con una cinquantina di persone a bordo è deragliato tre minuti dopo il primo incidente. I macchinisti del treno passeggeri hanno trovato sul proprio binario le lamiere dei due convogli tamponati.

L'impatto è stato inevitabile.

La locomotiva del Napoli-Monaco si è ribaltata finendo su un prato che costeggia la linea ferroviaria.

Il bilancio è di sei feriti lievi, due dei quali sono stati trattenuti all'ospedale di Bressanone.

Si tratta di cinque ferrovieri e di un passeggero.

La tragica notte di Colle Isarco inizia alle 3.59.

A quell'ora il macchinista di un treno merci, il 40817 proveniente dal Brennero e diretto allo scalo di Bologna-San Donato, si ferma in stazione per un guasto ai freni.

Il conducente era stato avvertito pochi minuti prima dal collega di un altro convoglio diretto verso il Brennero che aveva notato delle scintille sprigionarsi dalla parte sottostante di un vagone.

È un guasto che capita spesso in quel tratto. I freni dei treni che scendono dal Brennero vengono messi a dura prova da una lunga e tortuosa discesa.

Mentre il guasto è in riparazione, dal Brennero sta arrivando un altro treno che traina venti vagoni carichi di ogni sorta di merce tra cui anche del gas.

I macchinisti del treno in arrivo trovano il semaforo rosso ma, dopo aver atteso qualche minuto, decidono di passare ugualmente.

Una manovra consentita dalle Ferrovie con l'imperativo, però, di "marciare a vista" ossia di procedere ad una velocità che permetta di frenare quando si trova il binario occupato.

Alle 4.15, proprio quando il guasto era stato riparato ed il macchinista del convoglio fermo alla stazione era pronto per ripartire, avviene la tragedia.

Il treno merci condotto da B. e M., nonostante una disperata frenata, si scontra, un chilometro prima della stazione, con l'ultimo pianale del lungo convoglio che lo precede.

Il pianale, proprio perché privo di un container, si alza e taglia a metà la cabina del locomotore.

B. muore sul colpo mentre M. entra in coma.

Un'agonia che dura quindici lunghi minuti.

Ma non è finita.

Tre minuti più tardi, senza che ci sia il tempo per realizzare quello che è successo, sull'altro binario sfreccia l'Espresso Napoli-Monaco ad 80 chilometri orari.

I macchinisti del treno passeggeri si accorgono di quanto è accaduto troppo tardi.

Tirano il freno ma l'impatto contro i resti della locomotiva condotta da B. e M. è inevitabile.

Il Napoli-Monaco deraglia.

La locomotiva ed un vagone finiscono su un prato vicino.

Poteva essere una strage.

Per buona sorte la cinquantina di passeggeri occupano tutti le cuccette, nei vagoni in coda al treno.

Si feriscono leggermente sei persone: Matteo Laganà, 33 anni di Bolzano, Christian Scalise, 29 anni di Bolzano, Frascesca Casciolli, 28 anni di Firenze, Francesco Lupo, 49 anni di Palermo, Walther Agostini Croce, 43 anni di Bologna, Luca Gorelli, 29 anni di Castiglion Fiorentino.

Quattro di loro vengono dimessi in giornata, due invece rimangono ricoverati in osservazione all'ospedale di Bressanone.

Per tutta la giornata di ieri i tecnici delle Ferrovie hanno cercato di capire le cause dell'incidente.

I dubbi non riguardano tanto l'errore umano, un fatto quasi assodato, quanto piuttosto l'interrogativo se la tragedia poteva essere evitata.

È possibile che il carico del treno condotto da B. e M. (la locomotiva trainava circa 1400 tonnellate) sia stato determinante nel tamponamento.

I macchinisti deceduti potrebbero aver azionato i freni in tempo.

Ma nella discesa che precede la stazione di Colle Isarco il carico potrebbe aver ritardato l'effetto frenante.

Come potrebbe essere vero il contrario.

E cioè che il pericolo sia stato avvertito troppo tardi rendendo inutile la frenata.

Altre ipotesi: una guasto alla locomotiva oppure una "marcia a vista" con velocità superiore a quella prevista.

Per capire le cause del disastro ferroviario sono state aperte tre inchieste da magistratura, Ministero e Ferrovie.

Ieri tutti i treni internazionali in transito sulla linea del Brennero sono stati soppressi.

Forse nella giornata di oggi verrà ripristinata la percorribilità di un binario.

 

 

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