Si rischiano sino a dieci
anni La Procura ha avviato
indagini per disastro colposo BOLZANO. Un fascicolo è stato aperto dal sostituto procuratore Markus Mayr, magistrato dì turno. E' ancora prematuro fare delle valutazioni con cognizione legale per quanto accaduto, anche se tutto lascia presumere che l'inchiesta sia destinata ad essere chiusa in poco tempo con un nulla di fatto. Sulla base delle prime ricostruzioni tecniche, sembra quasi certo che la tragedia di ieri notte sia stata provocata da una errata valutazione dei due macchinisti del secondo convoglio merci. I due macchinisti avrebbero male interpretato la possibilità riconosciuta dall'organizzazione ferroviaria di avanzare a bassa velocità e con estrema precauzione anche in presenza dì un determinato semoforo rosso, quello scattato la notte del disastro. In altre parole i due macchinisti avrebbero sbagliato nella scelta della velocità (che peraltro sarebbe stata molto bassa) per procedere nonostante il semaforo rosso. Il magistrato dovrà comunque verificare con attenzione quanto previsto dal regolamento interno delle Ferrovie. Un dato comunque sembra effettivamente inconfutabile: la velocità tenuta dai due macchinisti non si è dimostrata adeguata a quelle cautele che avrebbe dovuto imporre la cosiddetta "marcia a vista". Se l'inchiesta confermerà che le responsabilità furono unicamente dei due macchinisti rimasti uccisi nello schianto, sotto il profilo penale l'indagine si chiuderà in poche settimane. In caso contrario ci sarà maggior lavoro per i sostituti procuratori destinati ad interessarsi della vicenda. Il pubblico ministero sembra comunque intenzionato a verificare se fosse giustificabile permettere ai due macchinisti procedere a velocità ridotta seppur in presenza di un convoglio bloccato da un guasto. Il sostituto procuratore Mayr si affiderà ad un perito per sapere se le indicazioni date ai due macchinisti fossero adeguate al pericolo relativo alla presenza sui binari del primo treno merci bloccato. Dai primi accertamenti tecnici sembra che al momento dello schianto il secondo treno merci fosse in marcia ad una velocità di appena 24 chilometri all'ora. I tentativi di fermare il convoglio non appena i due macchinisti si sono accorti della presenza del primo treno sono andati a vuoto anche per la pressione, esercitata dal peso della merce trasportata. Valutazioni che avrebbero dovuto essere fatte e che avrebbero dovuto, probabilmente, consigliare lo stop totale del convoglio e non l'autorizzazione a procedere a vista a bassa velocità. Soprattutto se si pensa che l'oscurità della notte avrebbe inevitabilmente limitato la visuale e, di conseguenza, i tempi di reazione dei due macchinisti. Per, il momento, comunque, sul registro degli indagati non sono finiti nomi. L'indagine è a vasto raggio sempre con l'ipotesi di accusa di disastro colposo. Reato contemplato dall'articolo 449 del codice penale e che prevede condanne da uno a cinque anni, con raddoppio della pena in caso di disastro ferroviario. In questo caso, dunque, eventuali responsabili rischiano, almeno teoricamente. sino a dieci anni.
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