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  Incidente a Colle Isarco (BZ) il 14 settembre 2001 

  

Sgomberata la linea dopo 40 ore di lavoro

Traffico ripristinato alle 20 dopo il senso unico alternato

 

COLLE ISARCO. Ci sono volute quaranta ore di ininterrotto lavoro per ripristinare i settanta metri di binari andati distrutti a Colle Isarco.

Poco dopo le tre era stato reso agibile il binario dispari, quello in direzione Bolzano, che per alcune ore ha funzionato in senso alternato.

Alle ore 20 è poi passato anche il primo convoglio sul binario "pari".

Ma alla soddisfazione per l'impresa riuscita, si sono mischiati il cordoglio per i macchinisti morti nell'impatto e la preoccupazione dei confinanti.

Mentre alle 9.30 dalla stazione centrale di Monaco partiva l'Eurocity per Roma, a Colle Isarco una ventina di operai stavano continuando con i lavori di ripristino.

Tre gru, con una portata rispettivamente di 120, cento e cinquanta tonnellate, altrettanti escavatori, molti camion oltre ad una serie di mezzi specializzati delle ferrovie, dal carro soccorso alla livellatrice dei binari: questi gli strumenti necessari per far tornare a funzionare la linea ferroviaria.

Per liberare i binari è stata effettuata un'operazione complessa di sgombero.

Gli operai hanno prima separato i mezzi rotabili dal resto del vagone per permettere alle grandi gru di sollevarli per poi adagiarli sul vicino prato.

Alla fine, il bilancio dei mezzi completamente distrutti comprende tre locomotori, due carri merci ed una carrozza viaggiatori, quest'ultima completamente accartocciata su sè stessa.

Il locomotore guidato da D.B. ed E.M. è stato invece spostato dall'altra parte dei binari, quella verso la collina.

Tutto intorno sono stati ammucchiati i rottami delle carrozze danneggiate nell'urto.

Davanti al prato, un mazzo di fiori ed un lumino acceso ricordano i due macchinisti morti nell'impatto.

I vagoni rimarranno al loro posto ancora diversi giorni, quanti è ancora impossibile dirlo, «dipende dai tempi dell'inchiesta», afferma il direttore del tronco lavori del Brennero, Arthur Gatterer.

Per spostarli definitivamente dovranno essere letteralmente tagliati a pezzi, «con i dischi da taglio ed il cannello».

Poi si potranno trasportare a valle con i camion. «Tutti interi non sarebbe possibile - continua Gatterer -, perchè già il locomotore da solo pesa 120 tonnellate».

Dopo aver spostato i vagoni, l'operazione di ripristino passa al secondo atto, la risistemazione dei binari.

I tre convogli hanno scardinato quelli esistenti, neppure le traversine sono rimaste al loro posto. Settanta metri, sia in una direzione che nell'altra, sono stati resi inagibili. Gli operai addetti alle infrastrutture delle ferrovie devono prima spostare il materiale non più utilizzabile, poi rimettere le traversine a cui fissare i binari. Infine, con uno speciale mezzo, la rincalzatrice a vibrocompressione, devono essere livellati i binari.

Il tutto a tempo di record, perchè la tratta deve essere funzionante ancora in giornata.

Infatti, mentre gli altri treni internazionali erano stati annullati oppure deviati verso la val Pusteria, l'Eurocity numero 85 era partito regolarmente e dopo aver raggiunto la stazione del Brennero si è fermato lì per alcune ore, perdendo comunque meno delle quattro ore necessarie per passare attraverso il tragitto alternativo.

Proprio alla stazione del Brennero, dove molti passeggeri si sono fatti venire a prendere, nella serata di venerdì erano state portate le sette cisterne contenenti materiale infiammabile.

Con loro, alla stazione di confine sono finiti anche gli altri vagoni non danneggiati del secondo treno merci.

Quelli del primo, invece, sono stati trasportati a Fortezza, mentre tre carri hanno fatto solo pochi chilometri rimanendo "parcheggiati" presso la stazione di Colle Isarco.

Nel primo pomeriggio arriva la notizia tanto attesa. L'Eurocity ha ottenuto il via libera e verso le tre lascia la stazione del Brennero.

Alle 15.15 passa dal punto dello scontro.

C'è tensione sul volto degli operai, ma anche soddisfazione per essere riusciti nel loro lavoro. Pochi minuti più tardi, sullo stesso binario, ma in direzione Brennero, transita l'Orient Express proveniente da Verona.

Un attimo di pausa, giusto il tempo di far passare i due convogli, e già si torna al lavoro.

C'è ancora un binario da sistemare, quello solitamente utilizzato dai treni che da Bolzano vanno verso il confine austriaco.

Anche in questo caso la missione riesce e verso le 20 tornano funzionanti entrambi i sensi di marcia.

Passeranno altri treni, con i viaggianti sempre alla finestra ad osservare quel che rimane dello scontro avvenuto nella notte di venerdì. Diversi vagoni sventrati, una carrozza completamente accartocciata, un locomotore - quello della morte - vicino al quale dei poliziotti effettuano ulteriori rilievi.

In giornata erano arrivati anche gli esperti della commissione nominata dal ministero dei trasporti. «Ma da indagare - dichiara Gatterer - ci sarà ben poco.

La dinamica è ormai chiara, purtroppo c'è stato un errore umano.

E la sfortuna di andare a scontrarsi con un carro vuoto che alzandosi e trasformandosi in una grossa lama ha portato alle terribili conseguenze che conosciamo.

Probabilmente, se al suo posto ci fosse stato un vagone carico, non sarebbe morto nessuno».

 

 

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