Il responsabile delle ferrovie austriache: «Sistemi di sicurezza diversi in ogni nazione»
La fredda attesa al Brennero In stazione il viavai di turisti che lamentano disinformazione Sui marciapiedi molti germanici diretti in Italia
BRENNERO - A poche ore dal tragico incidente ferroviario, la stazione di Brennero è percorsa in lungo e in largo da viaggiatori disorientati. Si lamentano non tanto per il ritardo ma soprattutto perché - dicono - hanno poche informazioni. Quando vengono a sapere che all'esterno della stazione sono disponibili i pullman messi a disposizione dalle Fs per Vipiteno (da dove i treni ripartono poi regolarmente) si mettono a correre per salire sulla prima corriera disponibile. Intanto, sui marciapiedi, la notizia della scomparsa dei due macchinisti si è già diffusa tra i dipendenti delle Ferrovie ma pochi affermano di conoscere le vittime: «Certo, di vista ci conosciamo tutti, ma i nomi non mi dicono nulla - rispondono i ferrovieri - anche perché i macchinisti in transito ogni giorno saranno un centinaio». Alla stazione di Brennero, infatti, non c'è una sede operativa di macchinisti (le più vicine si trovano a Bolzano e Verona) ma solo una sala d'attesa e un dormitorio. Nessuno si vuole sbilanciare sulla dinamica dei fatti, nemmeno il responsabile della circolazione Robert Häusler. Comprensibilmente più disponibile, anche perché meno direttamente coinvolto dalla tragedia, il suo omologo austriaco Mario Reichstam, responsabile al Brennero della Österreichische Bundesbahn. «Gli incidenti possono accadere ovunque, in Italia come in Austria - commenta in perfetto italiano - e per fortuna raramente, ma quando succedono hanno conseguenze gravi. Sul piano della sicurezza, ogni nazione ha propri sistemi di segnalazione e regolamenti: noi ad esempio abbiamo un solo macchinista su ogni treno, a differenza dell'Italia dove sono in due proprio per motivi di sicurezza. Ma questo è dovuto anche dal fatto che in Austria la linea è automatizzata: se un macchinista si addormenta e non risponde al segnale il treno si ferma. Dal ´99 inoltre sulla tratta Innsbruck - Brennero è stata attuata la banalizzazione: si può circolare indifferentemente su ogni binario nei due sensi di marcia». Intanto turisti e pendolari attendono, al freddo del valico, il bus. Per Raffaele Geusa, immigrato in Germania, l'attesa non è un problema: viene da Amburgo ed è diretto a Trento. «Un viaggio lungo, anche se perderò mezz'ora non sarà la fine del mondo. Comunque sono sfortunato, ogni volta che prendo il treno succede qualcosa: una volta sono rimasto bloccato sempre al Brennero per una frana. Al ritorno - conclude - prenderò un´auto». La signora Marlies Visentin, di Innsbruck, è da poco partita per andare a Padova. «Aspetto il pullman, speriamo arrivi presto. Certo che il viaggio inizia male..». L'autobus fa tappa anche alla stazione di Colle Isarco. Qui, al buffet, l´ex capostazione Davide Fiorotto cambia discorso: «Le locomotive, che costano miliardi, sono distrutte. Ricordo che quando ne deragliò una a Fleres le Ferrovie la vendettero per pochi soldi ad un contadino».
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