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  Incidente a Colle Isarco (BZ) il 14 settembre 2001 

 

Il Comu spara a zero sui tagli di personale.

 

  Cgil, Cils e Uil rivendicano tecnologia adeguata

I sindacati attaccano le Ferrovie

Zanoni: «A Bolzano mancano almeno 30 persone»

«Turni di lavoro massacranti e niente riposi»

 

Josef Ploner del sindacato ferrovieri della Cisl / Agb ieri mattina, in compagnia del segretario provinciale Primo Schönsberg, è giunto sul luogo dell'incidente a Colle Isarco e ha deposto un mazzo di fiori accendendo un lumino in ricordo dei due ferrovieri deceduti

 

Un coro di accuse alle Ferrovie dello Stato.

I sindacati si sono scatenati in una ridda di critiche, ieri, dopo il tragico incidente di Colle Isarco.

Le segreterie provinciali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil hanno espresso cordoglio alle famiglie dei macchinisti deceduti e ringraziamento ai soccorritori, ma pongono alcune riflessioni che indipendentemente dai risultati delle inchieste in corso devono portare ad aumentare la consapevolezza che è necessario dare priorità assoluta alla sicurezza nel campo dei trasporti. la particolare conformazione delle linee ferroviarie in provincia di Bolzano, la presenza di lunghi tunnel ferroviari, l'introduzione di tecnologia e di riduzione del personale, la liberalizzazione del traffico ferroviario determinano la necessità di incrementare maggiormente il livello di sicurezza».

Più dura l'opinione del Comu-Orsa, il sindacato autonomo che riunisce molti macchinisti: «Il tributo di sangue della categoria negli ultimi anni ha raggiunto livelli ormai inaccettabili. Questo incidente è avvenuto su una linea con tecnologie ritenute finora sufficienti, ma nonostante ciò siamo di fronte all'ennesima tragedia che verrà attribuita all'ennesimo errore umano». Le cause vere secondo il Comu sono altre: «Turni di lavoro massacranti, mancato rispetto dell'orario con sistematico ricorso allo straordinario anche nei giorni di riposo, desertificazione delle linee e delle stazioni che rendono ancora più difficoltose le comunicazioni per una rapida ricognizione degli eventi critici durante la circolazione dei convogli: queste le cause della tragedia».

Secondo il sindacato autonomo «sarebbe necessario rivedere sostanzialmente le tecnologie, dotando la rete ferroviaria di sistemi efficienti di controllo della marcia del treno. La Rete ferroviaria italiana e Trenitalia invece presentano sistemi obsoleti (vigilante-uomo morto) che non risolvono il problema della sicurezza e rendono il lavoro ancora più rischioso».

Per Aldo Zanoni, membro della segreteria nazionale del Comu-Orsa, macchinista di Bolzano, il lutto è doppio: sono morti due suoi colleghi e B. era pure un suo vicino di casa: «L'organico dei macchinisti - tuona il sindacalista - non è sufficiente in tutta Italia. Il personale di macchina è sempre in straordinario, anche quando non ci sono emergenze. Figuratevi cosa accade in questi periodi di ferie. Per capire quanto lavorano i macchinisti bisogna riflettere su un dato. Le Ferrovie hanno pagato 10 miliardi in un anno di straordinari, quando un macchinista costa 80 milioni l'anno lordi. E adesso vogliono mettere un uomo in meno, dotando le locomotive del segnalatore che suona ogni 35 secondi. Un sistema che in altri Paesi funziona, ma solo perché ci sono anche altre misure ad alta tecnologia. Se noi scioperiamo, e il ministro ci precetta, non è per aumenti, ma per salvarci la vita».

«Conoscevo bene questi due colleghi deceduti. A Bolzano l'impianto è piccolo, ma mancano almeno 30 macchinisti. Abbiamo chiesto alla direzione di fare assunzioni, perché senza tecnologia tutto dipende solo dagli uomini. Purtroppo l'azienda pensa solo a risparmiare».

 

 

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